lunedì 13 maggio 2013

Salsa di aglio orsino


Nelle zone umide delle colline e montagne del nord sta fiorendo l'aglio orsino. Un tempo cresceva anche in pianura, ma adesso è difficilissimo vederlo. Se fate una passeggiata in collina, lungo un ruscello o in un bosco umido facilmente vi potete imbattere in una colonia di questa bella pianta (magari chiedete a qualcuno della zona dove trovarla, perchè cresce appunto a grandi macchie, o ne trovate tanto o niente).


Nei paesi del centro Europa è di uso comune, da noi invece è conosciuto solo localmente, ad esempio nella mia valle. Se nel vostro giardino c'è una zona umida e ombrosa conviene piantarlo per averlo facilmente a portata di mano, così quando non avete tempo, come me in questo momento, potrete raccoglierlo senza andare lungo un ruscello.


Io è da un pò che volevo andare, ci sono riuscita solo ieri.
Questo aglio è utilissimo per una cura disintossicante primaverile e ha tutte le proprietà dell'aglio coltivato, cioè è depurativodel sangue, antibatterico, antisettico a livello dell'apparato respiratorio e intestinale, antidiarroico, secondo recenti studi è anche uno degli alimenti maggiormente preventivi nei confronti dei tumori. Inoltre è stimolante del sistema immunitario, rinvigorente e utile contro le artriti e i reumatismi. Pare che sia anche afrodisiaco, ho sentito diverse testimonianze che confermano questa proprietà. Mi fermo qui perchè ci sarebbe da scrivere un post solo sulle qualità dell'aglio. Siccome la maggior parte dei suoi principi attivi si perde però con la cottura e non tutti digeriscono l'aglio crudo in quantità, ecco il mio aglio orsino, che è altrettanto benefico, ma dal gusto molto più delicato. Attenzione, le proprietà si perdono anche con l'essicazione, è bene proprio mangiarlo fresco in questa stagione. Per fare una bella cura primaverile disintossicante ed energizzante mangiate in quantità le foglie ed i fiori aggiunti alle insalate, alle patate bollite, alle salse.
Quando lo raccogliete fate attenzione a non confonderlo col mughetto o col colchico, velenosi: non vi do la descrizione delle differenze botaniche di queste piante, perchè penso non servano molto ad un principiante. Quando è fiorito si riconosce dai fiori inconfondibili, prima della fioritura il modo più semplice per identificarlo con sicurezza è annusarlo: l'aglio odora fortemente di aglio, il mughetto e il colchico ovviamente no.



Il nosto Allium ursinum è utilizzabile solo sino a circa fine giugno, poi le foglie avvizziscono e la pianta va a riposo, ma se vi piacciono gli agli spontanei la nostra flora ne conta diverse decine, alcuni dei quali in sono vegetazione anche in autunno e inverno, e ce ne sono per tutte le regioni e le diverse condizioni ambientali, dall'ursinum ed il victorialis che crescono all'umido e fresco dei boschi al lusitanicum che riesce a crescere in pochi centimetri di terra su rocce compatte al sole a quote molto basse. Ma è meglio che vi dia la ricetta e degli altri agli ve ne parli un'altra volta, perchè questo è un argomento che mi appassiona e rischio di non fermarmi più.




un mazzo di foglie e fiori (facoltativi) di aglio orsino
formaggio caprino fresco, o formaggio che nella mia zona viene detto caprino, ma è fatto col latte di mucca, ad esempio i tomini Longo (io qui ne trovo uno ottimo bio di un produttore locale), o se non lo trovate potete facilmente farvi il labne
fettine sottili di pane integrale
1-2 cucchiai di olio evo
sale

 Se fate il labne voi è meglio che usiate lo yogurt intero, che è molto magro comunque, ma decisamente più buono (ma anche questo è un discorso troppo lungo, meglio che mi fermi qui e lo riprenderemo poi)
Lavate le foglie e i fiori dell' aglio, lasciandone da parte alcuni per la decorazione, metteteli nel bicchiere del frullino a immersione con l'olio ed un cucchiaio del formaggio e frullateli bene. Il formaggio non va messo tutto perchè prenderebbe una consistenza liquida, ma solo eventualmente il minimo indispensabile per frullare più facilmente le foglie.  Versate in una ciotola e mescolate con il formaggio rimanente, salate e spalmate sul pane, decorando i crostini con i fiori dell'aglio o con altri piccoli fiori commestibili.



Con questa ricetta partecipo al contest del gattoghiotto e del Rifugio Meira Garneri, 



7 commenti:

  1. Non sai quanto vorrei trovare l'aglio orsino e non ci sono ancora incappata!!! Mi piace molto la ricetta! Grazie di cuore. Baci!

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  2. Ambra, visto che abiti in Piemonte anche tu, te lo posso dare da mettere nel tuo bosco

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  3. gorgeous as always! shame you don't post more often :-)

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  4. Ciao Cristiana! Avevo pubblicizzato su fb il tuo annuncio sui semi di anemone coronaria selvatico. Penso di aver trovato chi possa aiutarti (forse non quest'anno però)...

    https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=657130414304453&id=335375199813311&comment_id=116335057&offset=0&total_comments=1&notif_t=share_comment

    Spero di esserti stata utile.
    Ciao ciao!
    Alfonsina

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  5. Ma che bella ricetta! Se solo fossi ancora nel giardino dei miei genitori, a Roma, la farei subito... per ora la giro a mia madre!!

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  6. vi ricordo l'appuntamento a modena sud autosole, quando potrete estrarre i bulbi per circa cinquanta euro, o anche per cento, visto il locale interesse che ho suscitato in zona. se riuscite a raccogliere i semi, vanno benissimo anche quelli.
    abbiamo la pazienza necessaria.
    saluti
    daniele.

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  7. vi ricordo l'appuntamento a modena sud autosole, quando potrete estrarre i bulbi per circa cinquanta euro, o anche per cento, visto il locale interesse che ho suscitato in zona. se riuscite a raccogliere i semi, vanno benissimo anche quelli.
    abbiamo la pazienza necessaria.
    saluti
    daniele.

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