domenica 28 agosto 2011

PASSEGGIATA IN VALCHIUSELLA 2



Sono andata a fare un altro giro in alta valle. Come vi dicevo nel post sul passo della Sambuca, in questo momento si possono raccogliere molte sementi.


Prenanthes purpurea

Ho raccolto quella della lattuga montana (Prenanthes purpurea), altra pianta adatta in un giardino ombroso, che ci fornisce un' insalata dal gusto dolce.

Angelica sylvestris

Questa è l'angelica, dalle innumerevoli proprietà (viene consigliata come tonica, digestiva, antinvecchiamento, per rafforzare le difese immunitarie e contro i disturbi di origine nervosa), presente in grande quantità lungo il ruscello, pure lei adatta ad un giardino ombroso. In cucina, si usano le foglioline tenere in insalata, quelle più sviluppate nei misti di erbe da cuocere e gli steli decorticati si fanno canditi.


Lunaria rediviva

Ecco la Lunaria rediviva, dalle silique a forma di goccia, che contencono i semi e con i fiori intensamente profumati di garofanino, sempre per i giardini all'ombra.

Ecco un casottino di pietra, con felci e muschi che vi sono cresciuti sopra.


Questo è un vecchio ponte in pietra sul torrente.


Sul parapetto del ponte, nel lato esposto a nord, sono cresciute l' asplenium trichomanes, il polypodium vulgare e l'arabis alpina.

Asplenium trichomanes


Polypodium vulgare

giovedì 25 agosto 2011

Panzanella dell'Appennino Tosco-Romagnolo

Questa è la mia ricetta della panzanella, fatta partendo da quella tradizionale dell'Appennino Tosco-Romagnolo, per l'esattezza di Palazzuolo sul Senio. I toscani di altre zone forse inorridiranno, ma io l'ho mangiata così fin da bambina e mi piace tantissimo. L'unica licenza che mi sono concessa è aggiungere qualche altra erba.




ingredienti:

pane toscano raffermo

 pomodori maturi

 cetriolo

 cipolla (o erba cipollina)

 basilico

 santoreggia annuale, nepetella, rucola selvatica, portulaca

 olio d'oliva extravergine toscano, aceto, sale

tagliate i pomodori a pezzetti e metterli in uno scolapasta a sgocciolare. Fate intenerire il pane in una capiente ciotola d'acqua, strizzatelo molto bene con le mani per eliminare l'acqua in eccesso e sbriciolatelo in una terrina, spruzzatelo con l'aceto. Aggiungete il cetriolo e la cipolla affettati molto sottilmente (o l'erba cipollina, se trovate troppo forte il gusto della cipolla), il basilico spezzettato, i pomodori, abbondante santoreggia. La santoreggia deve essere della varietà hortensis, sia perchè è quella tradizionale, che qui è da sempre usata in questa preparazione, ma anche perchè la montana ha foglie troppo dure. Io aggiungo la rucola, la portulaca e la nepetella, che non ci sono nella versione originale.
Condite con abbondante olio.
In particolare metto molta santoreggia e nepetella perchè adoro il loro profumo, che mi ricorda i prati assolati e pieni di fiori (e profumatissimi) dell'Appennino.

Questa  panzanella è buonissima d'estate, quando è molto caldo e si ha poco appetito.
Con questo post partecipo al contest

                                                                       la Toscana nel piatto

mercoledì 24 agosto 2011

IL PASSO DELLA SAMBUCA




Questa è la strada del passo della Sambuca, fra la Romagna e la Toscana, dove vado sempre quando sono a trovare i miei genitori. E' un luogo di grandissimo interesse dal punto di vista della flora, e qui è possibile vedere come si potrebbe fare un giardino naturale bello in tutte le stagioni, anzi molti giardini, perchè ci sono punti completamente diversi fra di loro ed in ognuno si susseguono fioriture diverse e bellissime. Sarebbe il posto ideale per fere lezione di paesaggismo.
Anche se ci vado spesso, ogni volta è differente e scopro delle piante che non avevo notato prima. Da qui proviene gran parte delle sementi delle mie piantine.
Vi si trovano principalmente due tipi di habitat : i luoghi ombrosi (i boschi di faggi e le pareti di roccia umida, rivolte a nord), e all'opposto le aride rive rocciose esposte a sud. Non riesco ora a descrivervi tutte le piante, perchè occorrerebbe fare un libro.
Ecco, anche fra l'asfalto ed il cemento sono cresciute la pimpinella, la silene, l'achillea, l'euforbia, il caglio, la cicoria, l'epilobio.





epilobium rosmarinifolium
 Il giro che ho fatto risale ad una quindicina di giorni fa. Sono stata particolarmente fortunata perchè da un pò di tempo non veniva tagliata la vegetazione, e così sono riuscita a vedere moltissime piante fiorite, cosa che in estate, per me che vado raramente, è difficile che succeda perchè spesso arrivo poco dopo che è stato tagliato.
Nei tratti all'ombra mi piacerebbe portare i miei clienti che hanno un giardino ombroso, perchè vedano che non è un andicap, ma una magnifica opportunità. Io mi stupisco sempre, parlando con i visitatori nelle fiere, del fatto che i proprietari di questi giardini si sentano sfortunati e siano convinti di non potere piantare niente di più delle ortensie e delle impathiens, che probabilmente sono le uniche piante che solitamente vengono loro consigliate.


Valeriana officinalis

 Questa è la Valeriana officinalis a fiore rosa, di cui ho preso i semi in quanto in commercio si trovano solitamente quella a fiore bianco. Spesso le piante a fiori rossi o rosa hanno gli steli di questo colore: quelli della valeriana sono particolarmente belli anche quando non è più fiorita, sembra una pianta marina. Cresce a mezz'ombra.



Thalictrum aquilegifolium

Un'altra pianta per questa esposizione è il Thalictrum aquilegifolium, nome terribile per una pianta deliziosa, anch'essa a fiori bianchi o rosa, con un fogliame leggero ed aggraziato.
Anche il petasytes ibridum crsce nel sottobosco ed ha un fascino particolare, ma essendo molto grande è adatto per i giardini spaziosi.


Petasytes hibridum

Al sole ci sono tra le altre gli elicrisi, di una varietà che devo ancora identificare, ma sono riuscita a raccogliere i semi che da anni cercavo, li ho seminati appena tornata e sono già nati.
E' una varietà più piccola delle altre, profumatissima, e non teme assolutamente il gelo, infatti l'ho vista fino a 800 m sul livello del mare.

Cirsium eriophorum
Altri semi che ho trovato sono quelli del pisello montano, della malva moschata, del cardo Cirsium eriophorum, commestibile, del phiteuma a fiore verde, di una piccola leguminosa a forma di cuscinetto e foglioline glauche (la mia passione!), che adesso vado ad identificare.
Adesso è un ottimo momento per raccogliere sementi, perchè molte piante hanno semi e fiori contemporaneamente, per cui è facile identificarle anche se non si è superesperti.
State solo attenti a non prendere quelle di piante protette, su internet trovate facilmente quali sono in ogni regione.
Altro accorgimento da avere è quello di raccoglierne solo da piante che crescono ad altezze non superiori a 1000 m sul livello del mare, perchè quelle d'alta quota non sono assolutamente adatte da coltivare in collina o in pianura.

venerdì 19 agosto 2011

LE ERBE DELLE RIVE DEL MARE

Molti di voi in questo momento sono al mare, quindi vi parlo di alcune erbe commestibili del litorale, così se volete potete impararle a riconoscere durante le passeggiate (ovviamente dove non è stato desertificato) e magari a raccoglierle per avere un ingrediante insolito per le vostre fresche insalate.
Io ho una grande passione, in particolare, per due tipi di piante: quelle del sottobosco, e all'opposto quelle dei luoghi aridi, delle rocce e delle rive del mare, con il colore spesso argentato, le foglie grasse, pelose o coriacee e la forma a cuscinetto. Non ho ben capito per che motivo, ma queste piante hanno su di me un grande fascino.


Crithmum  maritimum (www.funghitaliani.it)
La più conosciuta delle commestibili della costa è il finocchio marino(Crithmum maritimum), della famiglia delle ombrellifere, riconoscibile per la caratteristica forma del fiore appunto ad ombrello e le foglioline un pò grasse dall'odore che ricorda il finocchio e la carota. E' molto ricco di vitamina C, tanto che all'epoca delle Repubbliche Marinare veniva conservato e mangiato dai marinai durante i viaggi per evitare lo scorbuto(poi evidentemente questo tipo di conoscenza si è perso). Viene inoltre utilizzato come depurativo, digestivo, antibatterico, antiossidante ed i frutti sono usati contro i gonfiori intestinali. Le foglioline, che io trovo deliziose, si aggiungono alle insalate. Si può anche sbollentarlo appena, in modo che rimanga leggermente croccante, e mangiarlo in insalata da solo, condito con olio e limone, ovviamente senza salarlo. Ho letto che si può fare anche sott'aceto o sotto sale, ma non ho mai provato.

Atriplex halimus
 L'atreplice marino(Atriplex halimus) è un arbusto dalle foglie color argento, che si mangiano anch'esse crude(quelle più giovani, le altre contengono saponine), ed hanno un particolare gusto salato. Un mio collega, che mi ha insegnato a riconoscerlo quando eravamo a "Giardini d'autore" a Riccione, mi ha detto che nelle Marche viene servito nei migliori ristoranti conservato, ma non mi ha saputo dire come perchè non è esperto di cucina. Pare che sia buonissimo. Se qualcuno di voi è marchigiano e sa come si prepara, mi fa un regalo a farmelo sapere.

Lobularia maritima (da flora.nhm-wien.ac.at)
L'alisso marino(Lobularia maritima) viene usato anche come pianta ornamentale e si trova facilmente in commercio nei garden center, quindi è probabile che incontrandolo sulle dune lo riconosciate. Ha fiori bianchi rifiorenti, con un delizioso profumo di miele, adatti per decorare le insalate e le macedonie.



cakile maritima (da www. actaplantarum.org)

La Cakile maritima è una delle piante che crescono proprio nella striscia di sabbia più vicino all'acqua, infatti questa zona perende da lei il nome di cakileto. Si mangiano le sue foglioline più tenere, perchè quelle vecchie hanno un gusto un pò amaro, ed i fiori. Tutta la pianta ha un  sapore piuttosto forte che non a tutti piace, a me a dire il vero piace molto. Si mangia anch'essa in insalata ed è estremamente salutare: contiene sostanze antiossidanti ed antimicrobiche, vitamina C, ferro e iodio.
Sicuramente conoscete tutti il cappero: siamo abituati a mangiarne i boccioli sotto aceto o sotto sale, ma potrete utilizzare anche i fiori, le foglie più giovani ed i frutti immaturi, raccogliendoli durante le vostre passeggiate ed aggiungendoli alle insalate.
Le erbe che vi ho descritto hanno tutte un gusto interessante e probabilmente venivano utilizzate in altre ricette che sono andate perdute. Penso che valga la pena di fare qualche esperimento.
Sulle rive del mare di piante commestibili ce ne sono altre, ad esempio la Salsola kali, le bietoline selvatiche, l'echinofora, ma non si raccolgono per mangiarle in estate, quindi ve ne parlerò prossimamente.

lunedì 15 agosto 2011

FIORI DI ZUCCA ALLA MENTA SELVATICA





Oggi ho fatto i fiori di zucca ripieni, che sono uno dei piatti preferiti di mio marito. Immagino che di ricette coi fiori di zucca sia pieno il web, ma gli orti sono pieni di questi fiori, per cui vi do anche la mia versione, che è profumatissima e si mangia volentieri quando è caldo.

ingredienti:

una ventina di fiori di zucca grandi

circa 1 kg di patate, meglio se bianche

un mazzetto di menta suaveolens o rotundifolia( o comunque dolce)

1-2 spicchi d'aglio o, fino a quando ci sono, 3 foglie di aglio orsino

due cucchiai di parmigiano(facoltativo)

3 uova

pangrattato

sale, olio per friggere

Lessate le patate sbucciate, passatele per due volte con lo schiacciapatate e mettetele in una terrina. Aggiungete abbondante menta e l'aglio tritati, il parmigiano ed il sale. Se volete potete mettere anche, in quantità inferiore rispetto alla menta, altre erbe, ad esempio un pò di maggiorana, di santoreggia o di origano. Mescolate bene. Togliete il pistillo ai fiori di zucca e apriteli nel senso della lunghezza, come si vede nella foto.





Questo velocizzerà molto l'operazione di riempimento e, sovrapponendo i lembi quando li chiuderete, non correranno il rischio di aprirsi. Ora ponete la farcia nei fiori, chiudeteli, passateli nelle uova precedentemente salate e sbattute e nel pangrattato, friggeteli velocemente nell'olio ben caldo e metteteli a scolare sulla carta assorbente.


 Poi col fondo dei fiori, che non sono adatti da fare fritti, ma sono buoni e mi dispiaceva buttarli, ho cucinato questo sugo per la pasta:

ingredienti:

il fondo di circa 30 fiori di zucca più 6 interi

3-4 piccole zucchine

una decina di foglie molto piccole della pianta di zucchini, senza gambo (facoltive)

mezzo bicchiere di latte

un cucchiaino di farina

uno spicchio d'aglio

pasta corta preferibilmente integrale

olio, sale



Tagliate i fondi dei fiori, i fiori, le zucchine e le foglie a fettine. Mettele in una padella dove avate fatto rosolare l'aglio, coprite con un coperchio e cuocetele mescolando spesso. Se è necessario aggiungete poca acqua. Togliete il coperchio, spolverizzate col cucchiaino di farina, mescolate nuovamente e dopo poco aggiungete il latte. Nel frattempo avrete fatto cuocere la pasta; scolatela, versatela nella padella e amalgamatela al sugo.
Questa preparazione si può fare anche solo con fiori di zucca, oppure, poco prima della stagione fredda, con le cime delle piante di zucca e zucchine che non arriverebbero a maturare i frutti.
L'ideale  sarebbero le spuntature della zucca tenerume, ma non sono ancora riuscita a procurarmi i semi.
I fiori di zucca sono comunque un riciclo per eccellenza: le piante di zucchine hanno fiori maschili e femminili, quelli maschili, una volta che hanno svolto la loro funzione di impollinatori, cioè dopo che sono passate le api a prendere il polline, se non li raccogliessimo noi, verrebbero eliminati subito dalla pianta stessa.




venerdì 12 agosto 2011

Caprini alle erbe



 

 Io, avendo il vivaio da avviare, non vado in vacanza, ma per fortuna abito in campagna ed ho una pergola dove è sempre fresco e posso invitare i miei amici a pranzare. Quando non piove mangio sempre qui.
La sera c'è un'atmosfera straordinariamente magica, in alcuni momenti il silezio è totale, cosa che non è tanto facile che succeda anche in campagna, si ferma  il vento ed ogni cosa è immobile, tanto che viene da stare in silenzio anche noi. Sempra che il tempo si fermi, o che siamo finiti in un'altra dimensione.


Questa è una ricetta conosciuta, ma ve la propongo ugualmente perchè è molto buona e veloce e vi permette di sfruttare al meglio le vostre erbe, anche se avete poco spazio e non ne riuscite a coltivare grandi quantità. Io di solito tengo un caprino in frigorifero, da preparare quando arrivano degli ospiti all'ultimo minuto.

ingredienti:

formaggio fresco, possibilmente di capra biologico, ma se non lo trovate vanno bene anche i cosidetti "caprini", che in realtà sono di latte di mucca, ad esempio quelli Longo o Cademartori, o un altro formaggio simileIo di solito tengo un caprino in frigorifero, da preparare quando mi arrivano all'ultimo minuto degli ospiti inaspettati.

abbondanti erbe aromatiche o selvatiche non amare

olio evo, sale, pepe bianco

le erbe che vanno bene per questa ricetta sono tantissime, io uso quelle di cui ho un quantitativo maggiore al momento: menta, melissa, dragoncello, erba cipollina, levistico, timo, santoreggia, prezzemolo, nepetella, crescione, finocchio selvatico, finocchio marino, silene, aglio selvatico, lattuga rupestre, caccialepre, finocchiella e qualsiasi altra vi ispiri, purchè non sia amara. Potete mettere anche solo una o due erbe. D'inverno riesco a preparare questo piatto con la pimpinella, le foglie della castagna di terra e l'aglio delle vigne.
Tritate finemente le erbe, mettetele in ua ciotola con un pò d'olio e mescolatele per non farle annerire a contatto con l'aria. Tagliate a fette di circa 1 cm il formaggio e disponetolo su un piatto da portata. Su ogni fetta mettete, con un cucchiaio, l'olio con le erbe. Salare e pepate. Volendo potete aggiungere, subito prima di servirlo, dei piccoli fiori di aromatica, ad esempio di timo, di santoreggia o rosmarino.

mercoledì 10 agosto 2011

LE ERBE COMMESTIBILI PER UN TERRAZZO AL SOLE

 (post scritto per coltivare l'orto)

  In un terrazzo soleggiato è probabile che abbiate già gli ortaggi, quindi la prima erba da mettere è la portulaca(Portulaca oleracea), tipica infestante degli orti, che cresce benissimo sotto le alte piante di pomodoro ed è pronta da mangiare in estate, quando le altre erbe sono quasi tutte amare e coriacee. E' buonissima in insalata proprio con i pomodori e contiene i benefici omega 3.
Sicuramente conoscete la rucola selvatica(Diplotaxis tenuifolia) : mettetela in un contenitorre da sola, perchè è molto esuberante e tenderebbe a soffocare eventuali altre erbe vicine.
Potete invece coltivare assieme, nei soliti contenitori bassi e larghi, la lattuga rupestre(Lactuca perennis), il caccialepre(Reichardia picroides), la radicchiella(Hyoseris radiata), la condrilla(Condrilla juncea), tutte da aggiungere alle insalate se vi piace il gusto dolce. Alcune foto per riconoscerle le trovate qui.
Se preferite l'amaro piantate invece il tarassaco(Taraxacum officinalis) e i vari leontodon. Queste sono alcune delle scelte possibili, di erbette di questo tipo da mangiare in insalata ne esistono tantissime, ve ne ho indicato solo alcune per iniziare.


silene
 In un terrazzo grande potete aggiungere la pimpinella(Sanguisorba minor) e la silene(Silene vulgaris), che sono molto buone, ma di cui si raccolgono le innovazioni solo in primavera ed in autunno.
In vasi profondi staranno bene il finocchio selvatico(Phoeniculum vulgaris) e, al Centro-Sud, l' atreplice marino(Atriplex halimus), arbusto con foglioline grigio chiaro commestibili che a me piacciono particolarmente perchè hanno un sapore che ricorda il mare.

finocchio marino(da www. omero.it)
Dalla Liguria in giù, perchè in vaso temono i geli prolungati, mettete anche il finocchio marino(Chritmum maritimum), dalle foglioline grasse ricche di vitamina C, l'Allium triquetrum, che ha graziosi fiorellini bianchi a forma di campanula, e l'Allium neapolitanum.
Al Nord di agli selvatici piantate ad esempio il lusitanicum, che è una delle piante più resistenti alle condizioni estreme e sopporta bene sia il caldo e la siccità che il freddo, ed ha fiori rosa in estate ed il carinatum, molto grazioso.

Allium carinatum(da http://naturnahe-gärten-ritter.ch)
 Un'altra pianta estremamente rustica, per ogni latitudine è la profumatissima nepetella(Calamintha nepeta).




venerdì 5 agosto 2011

ZUCCHINE ALLA MENTA




Ora, se avete un orto, è probabile che abbiate un eccesso nella produzione di zucchine. Questa è una ricetta per prepararle quando ne avete troppe contemporaneamente, in quanto cucinate così si conservano diversi giorni(veramente in casa mia non si conservano perchè vengono mangiate tutte subito). E' una ricetta che mi diede tanto tempo fa la madre di una mia compagna di università, di origine pugliese.

ingredienti:
1 kg di zucchine piccole raccolte da poco
abbondante menta rotundifolia o selvatica, comunque di sapore dolce
2 spicchi d'aglio
80 gr di pangrattato
mezzo bicchiere d'aceto
farina

tagliate le zucchine a fette di circa 3 millimetri, nel senso della lunghezza. Infarinatele, scrollate la farina in eccesso e friggetele poche alla volta: questa deve essere un'operazione molto veloce e le zucchine non devono prendere colore, ma intenerirsi appena. Io le butto nella padella con l'olio bollente, dopo un attimo(circa il tempo per preparare la carta assorbente da asciugarle) le giro con la paletta e le tolgo quasi subito. Vanno messe nella padella in numero tale da formare un solo strato. Mettetele ad asciugare dall'unto in eccesso. Nel frattempo tritate la menta e l'aglio, mescolateli col pangrattato e salate. Diluite l'aceto con un uguale quantitativo d'acqua. Ora disponete le zucchine, una accostata all'altra, in un piatto da portata piano.


 Quando ne avete fatto uno strato cospargetele con parte del miscuglio di menta e pangrattato, spruzzatele leggermente ed uniformemente con l'acqua e aceto e procedete con gli altri strati fatti nello stesso modo sino ad esaurimento degli ingredienti. Lasciate raffreddare prima di servire. Se le volete decorare con foglioline di menta mettetele all'ultimo minuto, perchè altrimenti l'aceto le "cuoce".

mercoledì 3 agosto 2011

HO INCONTRATO UN BARBAGIANNI



L'altro giorno, quando abbiamo riportato in collina mia mamma dopo un piccolo intervento chirurgico, in paese abbiamo casualmente incontrato un gruppo di falconieri che presentava la propria attività ed alcuni dei loro rapaci, fra cui anche dei notturni: un gufo reale, un allocco ed un barbagianni. Il barbaganni è molto giovane. Lo teneva sul guanto una giovane veterinaria, che ci ha raccontato di averlo salvato quando era piccolo. La mia opinione è che gli animali selvatici, quando si può, è meglio liberarli, ma la ragazza si vede che ama questi uccelli e li tiene molto bene, rispettando le loro esigenze. Al barbagianni piace farsi accarezzare sul collo, chiude gli occhi come i gatti ed ha un piumaggio morbidissimo. La ragazza ci ha detto che il volatile si chiama Galador, che vuol dire, in gaelico, "Signore degli alberi", nome che ho trovato stupendo.